Implantologia: vera panacea?


Le case produttrici di impianti dentali si sono evolute e hanno migliorato il proprio prodotto per dare dei risultati sempre migliori a medico e paziente.


Da diversi anni ormai l'implantologia osteointegrata permette di sostituire i denti mancanti con buoni risultati. Questa branca dell'odontoiatria è quella che negli ultimi anni ha avuto un trend di crescita maggiore rispetto alle altre, ciò ha fatto sì che l'innovazione tecnologica in questo campo sia cresciuta vertiginosamente. Dall'altro lato è cresciuto anche il numero delle metodiche implantari presenti sul mercato tanto che in Italia se ne contano più di 350, mentre nel resto del mondo come Stati Uniti, Inghilterra, Svezia ecc le metodiche utilizzate sono meno di 10. Come mai in Italia ci sono così tante marche di impianti dentali? Sono tutte uguali? Hanno tutte la stessa affidabilità? Per saperne di più su questo argomento abbiamo intervistato il dott. Maurizio Ciatti medico chirurgo, specialista in Odontostomatologia ed in Chirurgia Maxillo-Facciale di Varese.

Dottor Ciatti prima di tutto ci spieghi cos'è un impianto dentale.

Per impianto dentale si intende comunemente un impianto endosseo, cioè un cilindro (anche se possono avere forme leggermente differenti) che, inserito nell'osso, va incontro al processo di osteointegrazione che è quel legame biologico che si crea tra la superficie in titanio e l'osso circostante. Questo processo fu scoperto dal professor Branemark, Università Goteborg Svezia, alla fine degli anni 50, inizialmente con studi su animali e poi con studi su esseri umani trattando il primo paziente nel 1965. Da allora numerosi clinici ed Università iniziarono ad usare questa metodica ed a loro volta a produrre materiale scientifico che ne provava la validità.

Cosa è cambiato negli ultimi decenni?

Prima di tutto si è consolidato il protocollo del prof Branemark che è stato migliorato ed ottimizzato, l'osteointegrazione risulta il punto cardine di questa metodica. La novità principale portata alla luce da diversi studi ha evidenziato che rispetto al protocollo tradizionale che prevedeva l'attesa di 6 mesi prima di poter caricare gli impianti, quindi prima di posizionare il dente vero e proprio, oggi nelle riabilitazioni dell'arcata completa e del dente singolo si può attuare il carico immediato.

Esso consiste nel posizionare subito la corona o la protesi, dopo l'inserimento dell'impianto.

Questo è possibile tutte le volte che l'impianto ha una stabilità elevata dopo l'inserimento. Per raggiungere questo parametro sono stati sviluppati protocolli e materiali particolari come il protocollo All on Four®, ideato dal dr Paulo Malò.

Dottore ma oggi quando parliamo di impianti dentali ci riferiamo ancora a quelli ideati dal prof Branemark?

Gli studi clinici hanno apportato diverse modifiche. Si è visto infatti che superfici differenti, forme geometriche e trattamenti delle superfici avevano degli effetti differenti sull'osteointegrazione; così facendo le principali case produttrici di impianti dentali hanno compiuto degli studi cercando ognuna di evolvere e migliorare il proprio prodotto per dare dei risultati sempre migliori a medico e paziente.

Come mai in Italia esistono oltre 350 metodiche implantari quando quelle riconosciute a livello internazionale sono meno di una decina?

Questa è una bella domanda. In effetti le case implantari che hanno effettuato studi clinici sia su animali che in vivo e che hanno quindi una valenza scientifica sono poche, in Italia però si sono sviluppate in particolare negli ultimi anni, numerose nuove metodiche. Queste però non sono supportate da ampie e scrupolose sperimentazioni, da studi clinici a lungo termine, non hanno quindi le stessa valenza scientifica e non possono di conseguenza essere considerate tutte uguali. Purtroppo questo accade perché la legislazione italiana non prevede controlli particolarmente rigidi per questi materiali: basta infatti che siano prodotti secondo le normative CEE, che è un controllo produttivo, ma non vengono richiesti studi in vivo e su paziente, cosa che invece viene richiesta, ad esempio, per un farmaco. Questo può creare anche una grossa confusione sia tra i medici che i pazienti.

In che senso dottore?

Se facessimo dei questionari a tutti i pazienti che in Italia hanno ricevuto degli impianti dentali scopriremmo che neanche un terzo di questi è a conoscenza della marca dell'impianto che è stato usato. Questo francament e denota una grossa confusione perché gli impianti dentali non sono assolutamente tutti uguali e credo sia giusto quindi che ogni paziente, prima del trattamento sia informato sulla marca degli impianti che verranno utilizzati nella sua bocca. Anche perché, nel tempo, sicuramente sarà necessaria la manutenzione, difficile da attuare se non si conosce la marca. Oggi però viene in aiuto internet, chiunque infatti si può documentare ed avere maggiori in formazioni sull' impianto dentale che verrà inserito nella propria bocca.

Crede quindi che sia necessario sensibilizzare i pazienti su questo fatto?

Assolutamente sì, penso debba risultare normale informarsi su che tipo e marca di impianto verrà posizionato nella propria bocca.

Tuttavia, dottore, non dimentichiamo il rapporto di fiducia medico pazient e...

Certamente, ma sempre per fare un paragone anche dal gommista di fiducia capita di chiedere che marca di pneumatici ha montato sulla macchina , le caratteristiche ecc. Lo stesso, a mio parere, dovrebbe avvenire dal dentista e non per sfiducia nel professionista ma per dimostrare un maggiore interesse e una consapevolezza da parte del paziente.

Per concludere che consigli può dare a chi necessita di un trattamento implantare?

Per prima cosa affidarsi ad un clinico esperto che si occupi quotidianamente di questa branca dell'odontoiatria, secondo essere consapevoli ed informarsi su che materiali e protocolli verranno utilizzati.


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