Malattia parodontale e laser: curarsi con la luce.



Il potere rigenerativo della luce è conosciuto fin dall’antichità, basti pensare che per gli antichi greci il dio della medicina era Apollo, dio del sole. Attraverso la luce viaggiano delle onde elettromagnetiche che interagiscono con i tessuti biologici. Dalla metà dello scorso secolo sono stati costruiti dei macchinari che riescono a generare specifici raggi luminosi con determinate caratteristiche, riconosciuti con l’acronimo di Laser. Oggi il laser trova applicazioni in diversi ambiti della medicina e tra questi l’odontoiatria. Il parodonto è l’insieme delle strutture anatomiche che circondano il dente e lo sostengono nel cavo orale. È formato da gengiva, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare. Se vi è accumulo di placca e tartaro, il parodonto si infiamma mostrando i segni tipici della gengivite acuta: rossore, gonfiore, dolore e soprattutto sanguinamento. In seguito ad un’accurata igiene orale professionale e ad attente abitudini di spazzolamento domiciliare, tutto rientra nella norma. Quando però ciò non avviene in maniera corretta, l’infiammazione tende a cronicizzare, seguendo un’evoluzione lenta e senza particolari sintomi dolorosi, portando alla progressiva distruzione del parodonto (nello specifico osso alveolare e legamento parodontale), dapprima con il ritiro della gengiva, poi con forte alitosi, mobilità dentale ed infine perdita del dente stesso. Questo stato, conosciuto per anni come “piorrea”, è chiamato malattia parodontale. In Italia ne soffre circa il 70% della popolazione. È stata notata una forte correlazione con una serie di complicazioni di salute generale, tra le quali malattie cardiovascolari, diabete, nascite premature. Le cause principali sono scorrette abitudini d’igiene orale, il fumo, malattie autoimmuni, predisposizione genetica, diabete mellito, traumi, protesi dentali incongrue, menopausa e gravidanza. L’aggravarsi della malattia può essere bloccata attraverso specifiche sedute di igiene dentale, chiamate “levigature radicolari” dove verrà rimosso il tartaro sottogengivale. In associazione a questo trattamento oggi abbiamo uno strumento in più: il Laser. È infatti possibile effettuare una terapia parodontale laser assistita. Una fibra molto sottile viene inserita nella tasca gengivale con lo scopo di eliminare le tossine prodotte dai batteri presenti in profondità, rimuovere in maniera indolore il tessuto gengivale infiammato e stimolare la formazione di nuove cellule sane. Tutto ciò quindi accelera i tempi di guarigione. Il paziente noterà una progressiva riduzione del sanguinamento e del gonfiore gengivale e quindi minor fastidio nei giorni successivi alla seduta d’igiene. Ricordiamo che questo tipo di trattamento è assolutamente indolore e non invasivo; può essere quindi applicato in moltissimi casi.


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