Usura dentale, un problema da non sottovalutare.



È importante una diagnosi precoce altrimenti le moderne tecniche adesive e non invasive non possono essere applicate.

La si potrebbe definire la patologia del terzo millennio quella che racchiude tutte quelle situazioni in cui i pazienti perdono sostanza dura dei denti, prima lo smalto e poi la dentina, ma che non è dovuta a un processo carioso. Questa usura può essere data da diversi fattori, primo fra tutti il bruxismo che consiste nello sfregamento e serramento involontario delle arcate dentarie. Solitamente avviene maggiormente durante il sonno. Altri fattori da non sottovalutare sono le sostanze acide che ingeriamo con l’alimentazione. Molte bibite gassate e zuccherose contengono acidi che possono attaccare lo smalto dei denti, ma anche gli agrumi come le arance ed i limoni, nonostante siano frutta, hanno una componente acida che, se presa in dosi eccessive, può danneggiare lo smalto dei denti. Ci possono poi essere delle patologie come il reflusso gastro- esofageo o la bulimia che, abbassando il ph della cavità orale, provocano la demineralizzazione delle superfici dentali.


Come accorgersi se i propri denti si stanno consumando eccessivamente? Anche in questi casi è molto utile l’auto diagnosi.

Osservandosi allo specchio è possibile notare se:

  • sono presenti delle superfici d’usura sui denti

  • i denti anteriori si rimpiccioliscono

  • iniziano a scheggiarsi o sgretolarsi

  • inizia a vedersi la dentina, quel tessuto che sta sotto lo smalto dei denti di colore giallastro

  • i denti iniziano ad essere sensibili.


Cosa fare per rimediare? Se la diagnosi è precoce si può intervenire con semplici cure, nel bruxismo ad esempio può bastare un bite notturno, si può correggere la dieta se il paziente assume troppi acidi e si possono trattare le altre patologie che abbiamo visto essere dannose per i nostri denti Se la diagnosi è tardiva e si è persa una consistente quantità di sostanza dentale è necessario proteggere quella rimasta e restaurare quella andata persa.


In passato ciò era possibile solo con corone e ponti oggi invece si può trattare con intarsi, rialzi occlusali e faccette palatali e vestibolari. E’ importante però non intervenire troppo tardi altrimenti le moderne tecniche adesive e non invasive non possono essere applicate.



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