Medicina & Salute. Implantologia ed estetica.


Oggigiorno grazie alle recenti acquisizioni tecnologiche il paziente può riottenere un sorriso naturale.

Da sempre, denti bianchi e luminosi trasmettono un’immagine di salute e giovinezza. La mancanza o la perdita di un elemento frontale, in una zona estetica, è quindi un grave handicap. In questo caso ripristinare il dente o i denti mancanti diventa una sfida per il clinico e una speranza per il paziente. Oggi grazie all’affinamento delle tecniche chirurgiche e all’evoluzione dei materiali si possono ottenere ottimi risultati estetici e funzionali. Per saperne di più abbiamo intervistato il dott Maurizio Ciatti, medico chirurgo, specialista in odontostomatologia e chirurgia maxillofacciale, di Varese.

Dottor Ciatti, prima di tutto, quali possono essere le cause che portano alla mancanza di un dente frontale?

Le cause principali possono essere l’agenesia (il dente manca dalla nascita) o un incidente traumatico che ne determina la perdita. Solitamente questi pazienti sono di giovane età, è quindi ancora più alta l’aspettativa del risultato estetico e la necessità di una soluzione duratura e stabile nel tempo. Oggigiorno grazie alle recedenti acquisizioni tecnologiche in campo implantare ed implanto protesico il paziente può riottenere un sorriso naturale.

Quali sono i fattori determinanti per raggiungere questi risultati?

Non si può nascondere che il primo fattore determinante, per la buona riuscita del trattamento, sia l’esperienza e la capacità clinica dell’operatore ed il secondo sia costituito dai materiali utilizzati.

Per quanto riguarda l’impianto endosseo, che costituisce la radice artificiale in titanio del nostro nuovo dente, da diversi anni sono in commercio impianti in titanio puro di tipo 4 con caratteristiche geometriche particolari grazie alle quali l’osteointegrazione è più rapida, duratura ma soprattutto costante nel tempo. Quest’ultima caratteristica risulta essere indispensabile per l’ottenimento di un soddisfacente risultato estetico. Fondamentale è poi il moncone che viene connesso all’impianto e che sorreggerà la corona.

Sembra che le maggiori novità siano proprio nella realizzazione del moncone?

Normalmente sugli impianti vengono utilizzati monconi in titanio o metallo. Questi materiali per le loro caratteristiche di durezza e biocompatibilità trovano un’ottima indicazione nei settori posteriori, ma indicazioni minori nei settori estetici. Infatti, l’utilizzo di questi materiali nelle zone estetiche, come nei denti frontali specialmente in pazienti con gengive sottili e sorrisi alti, possono creare inestetismi mostrando il classico colletto grigio intorno al dente. Oggi però è possibile utilizzare dei monconi in ossido di zirconio di colore bianco. Il colore non è la sola caratteristica positiva, ma si unisce all’elevata robustezza ed alla scarsa possibilità di accumulo di placca che permette quindi una perfetta integrazione tra moncone e gengiva. Ciò fa sì che la gengiva sia di colore rosa com’è intorno ai denti naturali senza segni di infiammazione. Anche la corona potrà essere realizzata in ossido di zirconio priva quindi di metallo contribuendo al raggiungimento di un buon risultato estetico.

Dottor Ciatti alla fine del trattamento quindi non si vedrà la differenza tra i denti naturali e quelli implanto-supportati?

Nella maggioranza dei casi riusciamo ad ottenere questo risultato. Ovviamente per far sì che il risultato sia stabile nel tempo è importante una scrupolosa igiene orale perché comunque i manufatti implanto protesici devono essere “curati” con attenzione anche maggiore rispetto ai denti naturali.