Bruxismo, quando "stringere i denti" fa male

Digrignare i denti puo' far male, soprattutto se non sei un pugile

Il bruxismo - dal greco βρύχω, brùcho, "digrignare (i denti)" - è un fenomeno abbastanza diffuso tra la popolazione: si stima che circa una persona su cinque soffra di questa patologia che spinge il soggetto a digrignare i denti appunto, specialmente durante il sonno. Questa azione, definita "parafunzione", cioè "movimento non finalizzato a uno scopo", può assumere due diverse forme; nella prima, chiamata bruxismo statico, la persona serra i denti, senza muoverli; nel bruxismo dinamico, invece, li muove, provocando lo sfregamento delle superfici e dunque, a lungo andare, danni ai denti, ma anche alle articolazioni temporo-mandibolari preposte alla masticazione.


Come accorgersi del disturbo

Spesso è chi dorme accanto alla persona affetta da bruxismo ad accorgersi del problema: durante la notte sente il rumore dello sfregamento dei denti. Il soggetto, invece, non sempre è consapevole di questa parafunzione anche se, nelle forme più gravi, al mattino può avvertire un indolenzimento dei muscoli facciali e un fastidio alle articolazioni temporo-mandibolari. Tuttavia, è soprattutto l'odontoiatra a vedere i segni di questa patologia.


Perché è utile intervenire

Perché il bruxismo, a lungo andare, causa danni che solo l'odontoiatra può evidenziare attraverso fotografie e radiografie. Per la cura, nei casi più gravi, durante la notte, è consigliabile l'utilizzo di un particolare dispositivo, detto bite, che consente di evitare lo sfregamento dei denti e ridurre il sovraccarico dei muscoli masticatori e delle articolazioni.


Il bruxismo nel bambino

Il bruxismo è un disturbo che colpisce prevalentemente gli adulti. lo stress e i pensieri, ma anche una certa predisposizione familiare, sembrano essere le cause di questa parafunzione che però sovente interessa anche i bambini. Tuttavia, nel soggetto in età evolutiva questo fenomeno è fisiologico e transitorio, anche se è sempre bene, in occasione dei controlli periodici, informare il proprio odontoiatra del disturbo.

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