Quando a ritirarsi sono le gengive...




Meglio rivolgersi al proprio dentista di fiducia! In odontoiatria ci sono patologie che si percepiscono prima e meglio di altre che invece restano nascoste a lungo prima di diventare evidenti. La recessione gengivale è una di queste, a condizione però che il paziente abbia la sana abitudine di osservare con attenzione il proprio cavo orale durante le manovre di igiene, ma anche quella di sottoporsi con regolarità alle sedute di igiene professionale presso il proprio studio dentistico di fiducia.


Come riconoscere la recessione gengivale


La recessione gengivale, comunemente detta retrazione gengivale, è un disturbo che generalmente si manifesta dopo i 40 anni, tuttavia il fenomeno può interessare anche i giovani. La persona che ne è affetta presenta denti apparentemente più lunghi e di colore non uniforme: apparentemente, perché in realtà non è il dente ad esser cresciuto, ma la gengiva ad essersi ritirata, lasciando emergere parte della radice. Questo causa sensibilità dentale, soprattutto al freddo, maggior accumulo di placca e tartaro, nonché fastidio ogniqualvolta si spazzoli l’area della gengiva ritirata: un inestetismo che nelle fasi avanzate della patologia diventa piuttosto marcato e che rappresenta un problema non solo estetico.


Le cause


Sono diverse le ragioni che portano le gengive a ritirarsi. La recessione gengivale può infatti avere cause fisiologiche, per esempio nelle persone che hanno le gengive sottili o i denti sporgenti, cause virali e batteriche, anche se più frequentemente questa patologia è frutto di un trauma causato dalle manovre di igiene condotte in modo sbagliato o con spazzolini dotati di setole troppo dure. D’altro canto, anche i piercing, così come la malocclusione dentale o i trattamenti odontoiatrici non eseguiti a regola d’arte possono esporre la gengiva a traumi e dunque alla recessione gengivale.


I rimedi


Il miglior rimedio è dato dalla tempestività di intervento: prima ci si accorge del disturbo, infatti, meglio è, perché sovente è sufficiente rimuovere le cause traumatiche per arrestare il fenomeno che diversamente può invece aggravarsi. Il consiglio è di rivolgersi al proprio odontoiatra di fiducia che, dopo un’attenta visita, potrà suggerire il rimedio più adatto che nei casi più gravi è di tipo chirurgico.

Ad ogni modo, la recessione gengivale va affrontata con la giusta tempestività e non solo per ragioni estetiche: il maggior accumulo di placca e tartaro in prossimità della radice scoperta, infatti, può portare alla formazione di una tasca parodontale, mettendo a rischio la salute del dente e dunque il sorriso.